Pink Day, le riflessioni degli allievi diventati nostri docenti: tre percorsi artistici che hanno caratterizzato la Scuola Italiana di Comix.

By 11 marzo 2019Senza categoria

In occasione del Pink Day dell’8 marzo, in cui abbiamo avuto il piacere di ospitare l’Art director Clara Battello per il workshop dedicato al corso di Illustrazione “Creare il design di una serie editoriale”, abbiamo deciso di dedicare uno spazio a chi ha ottenuto e ancora ottiene risultati nel campo dell’Illustrazione. La volontà è nata dal fatto che nonostante la crisi dell’editoria sia sotto gli occhi di tutti, accadono comunque cose belle per cui vale la pena parlarne, lavorare duro e soprattutto non smettere mai di sognare. Abbiamo scritto circa i nostri allievi ed ex allievi e delle loro carriere avviate o in fase iniziale che ci rendono particolarmente orgogliosi, perché insieme a loro viviamo i piccoli e i grandi traguardi. Il caso del mondo dell’Illustrazione che caratterizza la Scuola Italiana di Comix è il primo che abbiamo affrontato, e ovviamente vorremo parlarvi di molto altro ancora, ma oggi, dopo l’esperienza dei nostri allievi insieme a Clara Battello, vogliamo parlarvi dei docenti Alessandra Vitelli, Andrea Scoppetta, Cristina Trapanese.

Alessandra Vitelli, docente di Illustrazione

Il primo approccio con l’illustrazione lo ha avuto da allieva alla Scuola Italiana di Comix, a cui hanno fatto seguito i corsi di: Linda Wolfsbrugher, S.Junakovic, Octavia Monaco, Carll Cneut  e Arianna Papini. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti a diversi concorsi nazionali e internazionali, tra cui spicca la selezione nell’Annual 58 della Society of Illustrator of New York. Dal 2010 al 2012 ha insegnato illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli e oggi svolge attività didattica e laboratoriale.
Ha all’attivo un gran numero di pubblicazioni in Italia e all’estero, tra cui: Una gamba dispettosa, ovvero tutto per colpa di una ciabatta gialla, di Anna Lavatelli (ed. Interlinea); Zolfanella e altre fiabe e Anna Balena, di Maria Rosaria Alfuso (ed. Falzea); i libri-gioco Melerè, la musica bambina e Melerè al Circo-Farfalla (ed. S.E.F./Creativamente); Mamma, c’è un leone sul divano, volume di cui è autrice unica (ed. Lineadaria); Petit Poucet (ed. Torbillon); Naso d’oro, di Rita Sperone e Massimo Tosco (ed. Coccole e Caccole); Candide ou l’optimisme (ed. Eli publishing); Il cielo con un dito, di Fulvia Degl’Innocenti (ed. Raffaello); Les oies sauvages de Baba-Yaga, di Alain Serres (ed. Rue du Monde); The adventures of Tom Sawyer, di Mark Twayn (ed. Eli publishing), e Ligera como una pluma di Anna Lavatelli (ed. Norma), Clementoni, Versant Sud Jeunesse, Giunti editore, Solferino (gruppo mondadori), Kalimat group e Ediciones la Fragatina. 

“Quando io ho frequentato la Scuola Italiana di Comix i corsi erano solo 4: Fumetto, Disegno, Illustrazione e Sceneggiatura. Era una realtà più piccola di oggi, nata dalla passione di Mario Punzo, l’attuale direttore, Daniele Bigliardo e Arturo Picca, per il mondo delle arti applicate all’ editoria. Erano dei sognatori e volevano creare un luogo alternativo all’Accademia dove fosse possibile condividere la passione per il disegno liberandolo dall’idea accademica di arte minore. Era un luogo magico per quei tempi. Oggi sono una docente nel luogo in cui ho mosso i primissimi passi nel mondo degli autori di immagini, e ho iniziato a sperare di avere la possibilità di fare il lavoro che amavo. Questa stessa passione io spero di trasmetterla ai miei allievi, da loro pretendo tanto e mi danno davvero tanto. Sono il mio orgoglio tutti quei ragazzi che hanno iniziato con me e oggi camminano da soli. La docenza rappresenta un’esperienza fondamentale, è dal confronto costante con i miei ragazzi e vedendo i loro progressi che oggi mi sento una professionista più completa.”

Andrea Scoppetta, docente di Colorazione, Illustrazione e Fumetto

Illustratore per Disney, Dreamworks, Lavieri e colorista per Soleil.

Vive e lavora tra Napoli e Roma e, dal 2001, si è affermato come uno dei più prolifici e interessanti illustratori del panorama italiano.  Quasi impossibile tenere il conto delle sue pubblicazioni, fin dagli esordi con la colorazione della Special Edition di Dylan Dog e del volume Vita di Bartolo Longo. Da lì in poi si sono succeduti lunghi sodalizi con i maggiori editori italiani, come quello con Lavieri con cui ha pubblicato: Zero or One (2005), Bye Bye Jazz (2005), L’ingegnoso Signor Don Chisciotte (2010-2011), In tutte le mie avventure (2011) e C’è un mostro nel bosco (2017); con l’editore ReNoir per Quinto: Non uccidere; con Tunuè (sulla rivista Mono, 2009) e Grifo Edizioni (Sereno su gran parte del paese – Una favola per Rino Gaetano, 2009). Nel 2001 fonda con Alessandro Rak lo studio di animazione Rak&Scopp, dando vita ad un proficuo sodalizio artistico che andrà avanti fino al 2010 e raggiungerà il culmine con la miniserie a fumetti A Skeleton Story (GG Studio, 2005-2006) e i videoclip La paura dei Bisca e Kanzone su Londra dei 24 Grana. Il 2012 è l’anno che segna l’inizio di tre importanti collaborazioni. Innanzitutto quella con la Disney, per cui, da allora, lavora sui graphic novel tratti da film come Real lifeBig hero 6InsideOut e Zootropolis. A questa esperienza si affiancano il lavoro di colorista per Soleil (Troie e Le monde perdu) e quello di concept designer per la nuova serie animata di prossima uscita della Dreamworks.
Attivissimo anche nel campo delle fiere, ha allestito la mostra dedicata a Tanino Liberatore per il Napoli Comicon del 2009, realizzato il manifesto ufficiale del Salerno Comicon del 2012 e, sempre con il Napoli Comicon, il fumetto per il progetto ArtepopSan Giorgio contro il drago (2016).
Tra i riconoscimenti più importanti ricevuti, vanno ricordati sicuramente il premio come Miglior disegnatore al Comics Wave 2006 per Punti di vista, scritto da Tito Faraci e quello come Miglior serie a fumetti al Treviso Comicbook Festival del 2009 per A Skeleton Story.

“Era il lontano 1997. La Scuola Italiana di Comix è stato il primo polo a Napoli in cui si poteva respirare aria di creatività. Ero appena tornato da Roma dal mio percorso formativo di Illustrazione allo iED, e mentre svolgevo il mio anno di servizio civile, desideravo poter restare a contatto con una realtà che potesse aprirmi nuovi orizzonti e nuovi stimoli. Doveva iniziare il primo corso formativo di animazione 2d con l’ex docente Marco Barone ma, per motivi tecnici, il corso iniziò in ritardo e nel frattempo ripiegai al Corso di Illustrazione con il docente Arturo Picca. Qui incontrai figure rimaste importanti non solo in ambito lavorativo ma anche nella vita privata: Alessandra Vitelli, Pako Massimo, Paco Desiato, Ivan Cappiello e un giovanissimo Andrea Chella. Il mio percorso didattico nell’Illustrazione durò poco. Venni subito coinvolto in progetti di produzione sia interni che esterni alla struttura e iniziai cosi una collaborazione longeva e continuativa con Mario Punzo, la struttura scolastica e i miei nuovi amici. All’epoca già avevo capito le potenzialità del digitale ed ero uno dei pochi a masticare Photoshop. Inizia collaborando per la colorazione della trasposizione a fumetti di Bartolo Longo disegnata da Alessandro Nespolino e Pako Massimo come art director e chief colorist, e uno speciale Dylan Dog. Negli anni le collaborazioni sono state molteplici, ricordo con piacere l’esperienza per il quotidiano Terra fino ad arrivare all’ultima collaborazione col museo Mann, senza dimenticare che da 2 anni sono il volto della Scuola Italiana di Comix, avendo realizzato l’immagine – logo per la promozione della struttura stessa di cui vado molto orgoglioso. La potete trovare come foto copertina sulla pagina Facebook della Scuola Italiana di Comix. La docenza è uno strumento per trasmettere la mia passione che in questo caso coincide col mio lavoro. Vedere che da oltre 20 anni le persone che mi circondano siano sempre le stesse, da junior a senior, vuol dire che la struttura non solo è capace di formare professionisti validi ad affrontare la realtà lavorativa ma che è anche attenta alle evoluzioni e alle nuove esigenze di mercato che il tempo ha modificato. Siamo una squadra affiatata da oltre 20 anni, e direi anche una squadra vincente che si afferma sul territorio e oltre, formando ragazzi che sono attualmente validi professionisti: qui la lista si fa lunga.”

Cristina Trapanese, docente di Fumetto junior

Ha frequentato la Scuola Italiana di Comix e il MA Illustration360 da IDEA Academy (Roma). Ha lavorato per DeAgostini Libri, Mondadori, First Social Life, IEMME Edizioni.
BOOKS.
2016 – “Zoe’sZoo” Illustrated book for children, published by IEMME Edizioni.
2017 – 2° classificata Premio Battello a Vapore.
2018 – “UNA VISTA SUPERSONICA”, io leggo da solo, published by DeAgostini.
2018 – finalista Matite da paura (EL Edizioni).
2018 – tra i 25 illustratori che hanno esposto la locandina a tema LET’S DANCE de LE VANVERE per il Ludicomix di Empoli.
2017 – 2° classificata Premio Battello a Vapore. 

“Formarmi alla Scuola Italiana di Comix ha rappresentato per me una grande rivelazione, potevo diventare una professionista, la mia passione era trattata con rispetto e cura. Il corpo docenti della Scuola è affidabile e professionale, hanno rappresentato per me una famiglia, un luogo sicuro dove crescere e sentirmi compresa. Gli insegnanti sono stati per me delle guide e dei punti di riferimento e lo sono ancora.
Dopo la formazione alla Scuola Italiana di Comix sono riuscita a raggiungere dei piccoli traguardi e delle grandi soddisfazioni. Sono stata selezionata al secondo posto al concorso del Battello a Vapore e chiamata a collaborare con il progetto annuale de Le Vanvere per le quali ho realizzato una delle 25 locandine per il Ludicomix. Attualmente ho iniziato a lavorare per l’editoria, collaboro con De Agostini e Mondadori.
Quando diventi docente improvvisamente il tuo punto di vista si capovolge e non hai il tempo di rendertene conto, passi tutta la vita ad imparare e improvvisamente ti rendi conto di aver accumulato una serie di esperienze e nozioni. Canalizzare le tue conoscenze per renderle fruibili al prossimo, significa sperimentare diversi modi di comunicare, cercare di spiegare le cose da diversi punti di vista e soprattutto stabilire un contatto. È essenziale per me che tutti i miei allievi si sentano al sicuro e in grado di affrontare gli esercizi, consci che non importa fare subito un bel disegno ma bisogna prima capire, osservare, sperimentare.”

 

 

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